DOTT.SSA CHIARA NARDONE

Blog Psicologia e Psicoterapia

Ringxiety, l’ansia da smartphone

16 Feb 2016 | Dipendenze

Ringxiety

Negli USA la cosiddetta ringxiety, o ansia da smartphone, è una sindrome ormai riconosciuta.

Il nome di questa moderna forma d’ansia deriva dall’unione di due vocaboli inglesi contratti, cioè ringer, squillo, e anxiety, ansia. Per l’appunto, la “patologia da squillo fantasma” è un fenomeno psico-acustico ansiogeno che consiste nel sentire frequentemente squillare il telefono anche se nessuno ci sta cercando.

Già negli anni ‘90, alla diffusione del cerca-persone, era apparsa questa forma di disagio sociale legata alla schiavitù, di chi ne possedeva uno, di essere reperibile 24 ore su 24. Lo dimostra, nel lontano 1996, una striscia di fumetti di “Dilbert” che abilmente ne faceva ironia, divenendo una profezia di Cassandra, destinata a non essere ascoltata. Infatti, nel 2006, il New York Times pubblicò un articolo in cui un medico spiegava come un numero sempre maggiore di proprietari di telefoni cellulari avvertissero squillare il proprio dispositivo anche quando non c’era alcuna chiamata in arrivo.

Adesso la ringxiety è ufficialmente una condizione psicopatologica

Le origini sociali e culturali di questa moderna forma d’ansia derivano dall’evoluzione esponenziale della tecnologia nel campo delle comunicazioni che ha reso possibile essere contattati e contattare chiunque in qualsiasi momento, azzerando le distanze e mettendo in connessione milioni di persone istantaneamente.

Di conseguenza l’essere umano si è ritrovato, senza rendersene conto, nella condizione di essere ininterrottamente bombardato da impulsi sensitivi di ogni tipo, vivendo nella possibilità e/o nella necessità di essere rintracciato sempre ed ovunque. Tutto ciò ha condotto ad una vita frenetica in cui non c’è più spazio per prendersi un po’ di tempo per godersi un bel libro o stare semplicemente in compagnia di amici, senza il giogo della dipendenza dalle nuove tecnologie”.

Ai giorni nostri, essere connessi con il resto del mondo è diventato per alcuni talmente vitale al punto di aver trasformato lo smartphone da utile strumento di comunicazione a una vera e propria fonte di sicurezza, autostima e tranquillità mentale. In altre parole, il continuo bisogno della tecnologia ha assunto una sorta di significato psicologico, tanto da generare, nelle forme più serie, una vera e propria sindrome da disconnessione.

La ringxiety è stata studiata dai ricercatori dell’università del Michigan, attraverso un campione composto interamente da utenti di smartphone, dei quali l’80% ha dichiarato di sentire suonare o vibrare il dispositivo anche in assenza di chiamate o notifiche in arrivo.

Un ulteriore studio della Georgia Tech University ha, addirittura, dimostrato come dei piccoli spasmi muscolari che il corpo umano ha fisiologicamente, siano oggi erroneamente percepiti come se fossero la vibrazione dello smartphone.

Cause fisiche o psicologiche della ringxiety?

Lo psicologo Larry Rosen ha dichiarato che l’uso (e soprattutto l’abuso) della tecnologia ha condotto alla ringxiety, che ha cause sia fisiche che psicologiche. A livello fisico è dovuta alla sensibilità del cervello rispetto alla frequenza entro la quale vengono prodotte le suonerie, ovvero tra 1.000 e 6.000 hertz, intervallo a cui l’orecchio umano è maggiormente sensibile essendo il medesimo del pianto dei neonati. Mentre dal punto di vista psicologico è una particolare forma di suggestione innescata da una sorta di dipendenza dal mondo digitale, che può far sviluppare sintomi di ansia, stress, umore altalenante, impulsività, etc. In sintesi, le cause di questo problema potrebbero essere bassa autostima e scarsa sicurezza personale, che condurrebbero la persona al bisogno di esser contattata dagli altri; ma non è detto che l’effetto non sia la causa, ovvero che l’essere contattate continuamente porti le persone a non saper più vivere da sole e alla conseguente diminuzione della fiducia in se stesse.

La persona che soffre di ringxiety vive in una sorta di innaturale iper-vigilanza e iper-attivazione sensoriale, dovuta alla sovraesposizione a suoni, rumori, stimoli di ogni genere che vanno ad alimentare stati ansiogeni e tensioni interne in un circolo vizioso che può, se mantenuto nel tempo, diventare cronico e trasformarsi in una vera e propria forma di psicopatologia invalidante.

Ansia o dipendenza?

È significativo della gravità della condizione di ansia da smartphone, il fatto che avvertire squilli o vibrazioni può presentarsi anche quando in realtà la persona non ha con se il dispositivo. Inoltre, tale quadro sintomatologico può aumentare di intensità e frequenza, incrementando nella persona un’ansia diffusa e persistente, accompagnata spesso da altri sintomi psichici tipici della dipendenza, come ad esempio assuefazione, astinenza e craving.

Infatti, questa nuova forma d’ansia può essere correlata anche con altre forme di disagio psicologico, come la dipendenza da internet, lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo patologico online (o online gambling). Ma non dimentichiamo le conseguenze anche a livello fisico, quali sedentarietà, obesità, alimentazione sregolata, che conducono inesorabilmente all’isolamento e al ritiro sociale.

La Terapia Breve Strategica ha sviluppato negli anni efficaci protocolli di trattamento per le più svariate forme d’ansia e di dipendenza, andando a sovvertire il circolo vizioso che le mantiene e le alimenta, per condurre le persone ingabbiate in tali forme di sofferenza psicologica ad uscire completamente dal problema in tempi brevi (circa 10 sedute) e a riprendere in mano il timone della propria vita.

Ansia… questo penoso sentimento d’attesa.
E. Amado

Letture consigliate:

Perversioni in rete, Nardone G., Cagnoni F., 2002, Ponte alle Grazie Ed. Milano.

Paura panico fobie, Nardone G., 2004, Tea Edizioni, Milano.

La paura delle decisioni, Nardone G., 2014, Ponte alle Grazie Ed. Milano.

 

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico