DOTT.SSA CHIARA NARDONE

Blog Psicologia e Psicoterapia

Liberarsi di un narcisista. La storia di Gemma

10 Feb 2020 | Problemi di coppia

Liberarsi di un narcisista

 

Liberarsi di un narcisista: il primo passo di un viaggio di rinascita dopo mesi di dipendenza affettiva.

Gemma si presenta nel mio studio con le idee ben chiare: «Dottoressa deve riuscire a farmi dimenticare il mio… non so nemmeno come definirlo!! Sarebbe un ex. Ma in realtà mi ha presa e mollata talmente tante volte che non so più…»

A questo punto, un pianto inconsolabile interrompe la sua narrazione. Era evidente la necessità di questa giovane donna di descrivere la situazione il più rapidamente possibile per avere una soluzione alla sua sofferenza… per liberarsi di un narcisista!

Gemma sapeva di essere vittima di un partner narcisista, ma non sapeva come uscirne

Allora, le chiedo: «Qual è la sensazione che la pervade in questo momento? È più la rabbia o il dolore

Lei aspetta di calmarsi dai singhiozzi e risponde: «Un po’ tutte e due, a metà tra una sensazione di rabbia e dolore. Certo, provo rabbia verso di lui per avermi preso in giro… perché fa apposta a farmi soffrire! Ma provo anche rabbia verso me stessa… come faccio ad essere così stupida? Eppure non mi reputo una banderuola, una che può cadere in questi giochetti! In realtà da quando lo frequento non mi sento più me stessa! Non sono più sicura di niente! Ma non riesco a non pensare a lui… a quanto stiamo bene quando siamo insieme.» Ricomincia a piangere a dirotto.

A questo punto le domando: «Senti Gemma possiamo darci del tu?»

Lei annuisce con un vigoroso cenno del capo, come se le avessi tolto un primo peso nel suo percorso per liberarsi di un narcisista.

Così continuo: «Quindi, se non ho capito male, provi rabbia sia verso di lui che verso te stessa perché ti senti presa in giro e derisa, ma non capisci com’è che, sebbene tu non ti ritenga una banderuola, non riesci a non cadere nei suoi giochetti

Annuisce di nuovo, ma più lievemente.

Aggiungo: «Inoltre, provi dolore perché da quando lo frequenti non ti senti più te stessa, non sei più sicura di niente e pensi continuamente a lui, anche se ti fa soffrire così tanto da esserti infine rivolta a me per uscirne. È corretto?»

Gemma risponde: «Corretto. È proprio così! Mi sento un idiota! Perché razionalmente arrivo a capire che devo allontanarmi da lui definitivamente, ma poi basta un messaggio o peggio ancora una telefonata per ricaderci in pieno

«Okay, è chiaro. Se me lo concedi, possiamo dare un nome a questo “lui” oppure preferisci di no?»

«Certo! Figurati! Davide… si chiama Davide.» Abbassa lo sguardo e stringe la borsa che tiene sulle ginocchia, come se anche solo pronunciando il suo nome fosse trafitta da una lancia.

«Bene. In altre parole, hai già provato a lasciarlo ma appena ti sente scappare, Davide trova il modo per contattarti di nuovo

«Esattamente! Dopo un periodo bellissimo di “rose e fiori”, inizia a trattarmi diversamente, ad evitarmi. Così io lo rincorro. Lo cerco. Lo chiamo. Gli invio messaggi. Per capire cosa ho sbagliato e come posso rimediare. Lui non risponde a nessuna mia richiesta, finché esaurisco completamente le energie fisiche e mentali, dopodiché smetto di cercarlo. A questo punto di solito aspetta una settimana e, come recitasse una parte di un copione, si ripresenta come se fossi l’unica donna sulla terra! E riparte con un corteggiamento alla “principe azzurro” a cui io cedo, rientrando nel suo vortice. Eppure, nei periodi in cui non ci sentiamo, nonostante pensi a lui costantemente, mi sento forte come non mai per essere riuscita a liberarmi dalla sua trappola!»

«Stando a quanto mi racconti, l’atteggiamento di Davide ricorda la famosa canzone di Carmen Consoli… hai presenti le strofe: “Conquistami, inventami… Dammi un’altra identità… Stordiscimi, disarmami e infine colpisci” »

Lei mi guarda sconsolata e risponde: «Eccome se le ho presenti! Queste parole sono la fotografia della mia vita negli ultimi mesi! Ma quanto è difficile liberarsi di un narcisista!»

Allora la incalzo: «Tornando a noi, il copione di Davide è sempre lo stesso, giusto?»

«Sì, giusto.»

«Okay. Ora proviamo a riflettere un attimo sul “tuo” copione. È rimasto sempre uguale oppure qualche volta hai reagito diversamente?»

Ascoltando questa mia domanda, il volto di Gemma cambia espressione. Adesso non sembra più la vittima che subisce inesorabilmente il suo carnefice. Adesso sembra aver raggiunto una nuova consapevolezza: «Ora che mi ci fai riflettere anche il mio copione è rimasto uguale. Non ho mai provato a cambiare… a reagire diversamente!» Rimane per qualche istante a pensare fissandomi negli occhi ed esclama: «Quindi mi stai dicendo che se cambio il mio atteggiamento posso uscirne?!»

Le rispondo con una domanda: «Secondo te?»

Gemma allenta finalmente la presa sulla borsa che aveva tenuto stretta a mo’ di scudo e la appoggia accanto a sé. «Se lui è riuscito a cambiare me… il mio modo di vivere… il mio modo di gestire le amicizie… il mio modo di essere… allora posso farlo anch’io!»

A questa affermazione chiarisco che la battaglia non è contro Davide o per cambiare Davide: «Attenta Gemma! Le persone come Davide non è possibile cambiarle, ma soltanto gestirle. E imparare a gestirlo significa prima ritrovare te stessa! Se poi la vera Gemma non sarà compatibile con Davide, tanto peggio per Davide! Non so se sei d’accordo?!»

«Assolutamente! D’accordissimo.»

«Okay, bene. Ricapitolando, abbiamo capito che Davide, il Narciso della canzone, ha messo in atto sempre lo stesso copione di atteggiamenti ai quali, per assecondarlo e non perderlo, tu hai reagito sempre allo stesso modo. Corretto?»

«Corretto!»

«Ma sai, l’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla!»

Sorride lanciandomi un intenso sguardo d’intesa. Ha iniziato a capire come liberarsi di un narcisista.

Allora le propongo: «Cosa faresti di diverso nella tua vita se Davide non ci fosse? Se non provassi questa dipendenza?»

Si accomoda seduta più rilassata e mi risponde: «Beh… sicuramente uscirei con le mie amiche almeno due volte a settimana, invece di stare chiusa in casa ad aspettare lui… che poi la maggior parte delle volte non si presenta, giustificandosi con scuse da “asilo nido”.»

«Bene, poi? Cos’altro faresti?»

«Mi prenderei più cura di me… e della mia famiglia. Non sai quante litigate ho fatto con i miei e con mio fratello per difendere gli atteggiamenti “indifendibili” di Davide».

A questo punto, ho già rilevato due aspetti su cui fare leva: «Mmm… e cosa potresti fare per farti perdonare dalla tua famiglia e dalle tue amiche?»

La sua espressione si abbuia di nuovo: «Mah… non lo so! Forse è troppo tardi!»

Allora controbatto: «L’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di dire “È troppo tardi”!»

«È vero. Hai ragione! Per quanto riguarda le mie amiche, non c’è problema. Sono sempre state dalla mia parte… ovvero infamavano Davide ma non mi hanno mai abbandonata, nonostante io abbia abbandonato loro! Per rivedere i miei e mio fratello… beh… potrei trovare una scusa, inventarmi un’occasione

«Mmm… cosa rende le persone molto felici di solito? Quand’è che le persone si sentono considerate, si sentono importanti? Pensa ai bambini.»

«Quando ricevono attenzioni!»

«Bene. E qual è il modo veloce e indiretto per dimostrare ad una persona che hai pensato a lei?»

Ci pensa un po’ su ed afferma: «Farle un regalo

«Bravissima! Quindi come potresti dimostrare alle persone che ti vogliono bene che pensi a loro?»

«Facendo regali! Ma così non sembra di voler comprare il loro affetto?»

«Potrebbe sembrare. Ma chi ha detto che devono essere regali costosi e impegnativi? Ci sono tante forme di “omaggio” anche nella vita quotidiana. Prova a pensarci?»

«Può valere anche offrire un caffè e portare un vassoio di pasticcini?»

«Certamente!»

«Okay, ho capito!»

«Bene. Quindi, da domani alla prossima volta che ci vediamo, vorrei che tutte le mattine appena ti svegli tu pensassi a cosa potresti fare di diverso come se tu fossi la “vera Gemma”. Ogni giorno metti in atto una piccola cosa nuova. Mi raccomando la più piccola cosa che riesci a fare senza sforzo»

«Va bene. Okay.»

«Poi vorrei che tu facessi “regali” ogni volta che ti è possibile. Anche perché la felicità che induci negli altri ti torna indietro ad “effetto boomerang”!»

«In effetti è così… È quello che dicevamo prima: cambiando il mio atteggiamento influenzo gli altri e di conseguenza me stessa… ma in positivo!!»

«Complimenti Gemma! Perfetta analisi della natura umana.»

Come anticipato, questo è solo il primo e più piccolo passo per liberarsi di un narcisista

Dopo 7 sedute la giovane donna torna una Gemma, di nome e di fatto. Sei mesi dopo il nostro ultimo incontro, mi scrive questo messaggio:

“Prima di incontrarti, non avevo idea di quanto potessi essere artefice del mio destino. Ero convinta che solo il Narciso mi facesse sentire vera e unica. Invece, era tutto l’opposto! Era come se fossi chiusa in una bolla! Col tempo ho scoperto quanto poco avessi creduto in me stessa… E se oggi sono così forte lo devo in gran parte a te e ai tuoi «…da domani alla prossima volta che ci vediamo, vorrei che tu facessi…»! Grazie Chiara!”

NB: Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

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Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico