DOTT.SSA CHIARA NARDONE

Blog Psicologia e Psicoterapia

Languishing: l’emozione che annulla le emozioni

13 Dic 2021 | Ansia e stress

Languishing - Chiara Nardone Psicologa Psicoterapeuta ad Arezzo e Online

Il languishing è lo stato emotivo più diffuso nel 2021.

Ci siamo preoccupati, per ovvi motivi, dei sintomi fisici del long Covid, ma quali sono le ripercussioni psicologiche a lungo termine?

Quello che raccontano i miei pazienti è di non essere né felici né depressi. Descrivono un fenomeno di stagnazione delle emozioni che conduce a vivere un pervasivo senso di vuoto.

La cosiddetta “tristezza pandemica”, fa parte delle conseguenze psicologiche causate dall’isolamento sociale, le difficoltà economiche e tutti gli altri disagi dovuti alla pandemia da Covid-19.

Cos’è il languishing?

Il languishing non appare come un un vero e proprio disturbo mentale. Infatti, la persona percepisce una mancanza di benessere e di motivazione, si sente mentalmente stanca e spenta, rassegnata. In altre parole, sopravvive ma non si sente viva.

La pandemia ci ha obbligato a vivere le nostre giornate in maniera frammentata. Durante i vari lockdown siamo stati costretti a cambiare attività ogni dieci minuti. Si passava da lavorare al computer a gestire dei figli in DAD, per poi tornare ad una telefonata con un collega/cliente. Per non parlare dell’organizzazione degli spazi essendo tutti chiusi in casa. Ed ecco che è comparso il languishing.

Questa “non emozione” è più subdola di una psicopatologia conclamata, perché può restare latente e non essere trattata con rapidità. Chi ne soffre non la identifica come una difficoltà così grave e, senza rendersene conto, si trova intrappolato in uno stato emotivo ingestibile e invalidante.

Infatti, il languishing rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di diversi disturbi mentali:

Il languishing nei giovani

Questa condizione si manifesta anche e soprattutto nei giovani in quanto gli stadi evolutivi sono di per sé caratterizzati da incertezza, sfide continue e altalene emotive. Se a questa tipica “instabilità psicologica” aggiungiamo le difficoltà che ci ha imposto la pandemia, otteniamo il languishing. Tradotto in italiano languire, ovvero essere privo di forze in uno stato di abbattimento prolungato, pur avendo le energie necessarie per svolgere le attività.

Stanno aumentando i giovani, dall’adolescenza in poi, che si riferiscono a me per uno stato di disagio psicologico “non ben specificato”. Attraverso il colloquio si evince che la loro condizione è riconducibile all’annullamento della manifestazione delle emozioni. La maggior parte dei ragazzi è spinta ad affidarsi alla psicoterapeuta dai genitori che notano cambiamenti sostanziali nelle abitudini e nella percezione della realtà da parte dei propri figli. E già dal primo incontro, durante il quale i giovani si sentono compresi nella loro incomprensione del loro mondo emotivo, si ottengono piccoli ma fondamentali cambiamenti nella consapevolezza di se stessi e delle proprie potenzialità.

Come uscire dalla “tristezza pandemica”?

La risposta a questa domanda è coltivando il suo opposto: ovvero, uno stato mentale di benessere, equilibrio emotivo, produttività e resilienza.

Per ottenerlo devi seguire i seguenti passi:

  • dedicati un tempo non frammentato, ma ritagliati degli spazi concreti per le tue passioni
  • fissa obiettivi piccoli e raggiungibili, ma sempre leggermente sfidanti
  • circondati di persone positive, perché grazie ai neuroni specchio, ti indurranno ad interpretare positivamente la vita
  • sviluppa la tua crescita personale attraverso corsi di formazione per aumentare il tuo senso di autoefficacia e di autostima
  • vivi il qui ed ora, evitando di pensare costantemente al passato (non hai più potere su quello) o al futuro (lo crei gestendo il presente)

Ognuno di questi step ha degli esercizi dedicati per facilitare i processi di “fioritura psicologica” e riattivazione delle risorse personali.

Soltanto così potrai riprendere il controllo sulle tue emozioni e vincere il senso di vuoto.

Non c’è notte che non veda il giorno

W. Shakespeare
Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico