DOTT.SSA CHIARA NARDONE

Blog Psicologia e Psicoterapia

Genitori iperprotettivi: “la profezia che si autorealizza”

14 Nov 2016 | Genitori e figli

Genitori iperprotettivi

Tra i sei modelli di famiglia delineati dalla ricerca-intervento di impronta strategica, quello che si manifesta più frequentemente è rappresentato dai genitori iperprotettivi.

Questa dinamica familiare si basa sul concetto di far tutto il possibile per proteggere il proprio figlio dal mondo esterno. Ma così facendo il bambino crescerà senza le competenze comportamentali e le capacità di gestione emotiva che la vita richiede. Di conseguenza, la più grande paura dei genitori diverrà reale proprio a causa del loro stile educativo iperprotettivo, ovvero “la profezia che si autorealizza”.

Descrizione dei genitori iperprotettivi:

L’impostazione della genitorialità è orientata sempre verso la protezione, l’accoglienza, il “pronto soccorso emotivo”. Mamma e papà si sostituiscono al figlio, rendendogli la vita più semplice, eliminando la maggior parte delle difficoltà, spesso intervenendo direttamente e facendo le cose al posto suo.

La comunicazione dei genitori iperprotettivi svela costantemente la loro preoccupazione sia attraverso le parole che attraverso le gestualità e i toni. Tale apprensione per la salute, l’alimentazione, il successo sociale del figlio, dilaga attraverso continue domande atte a prevenire eventuali difficoltà in cui potrebbe incappare il giovane inesperto.

Il figlio, dal canto suo, cercherà di sfuggire all’ “inquisizione” e  al controllo, ma sarà rimproverato dolcemente, con atteggiamenti squalificanti come silenzi o musi lunghi. Queste sottili punizioni faranno nascere il senso di colpa che porterà il figlio a rientrare nei ranghi. Nell’eventualità che il giovane abbia l’alzata di ingegno di provare a prendere iniziative, i genitori lo scoraggeranno tranquillizzandolo perché ci penseranno loro.

 7 peculiarità dei genitori iperprotettivi:

  1. L’educazione del figlio è affidata alla madre.
  2. Il padre asseconda la madre nella loro “missione”, frequentemente a discapito della coppia; oppure, è un osservatore esterno escluso, inascoltato e squalificato dalla moglie.
  3. Entrambi fanno tutto il possibile per garantire al figlio di salvaguardare lo status symbol (abbigliamento, smartphone, attività sportiva, etc).
  4. Raramente intervengono con correttivi autorevoli, in altre parole non sono capaci di punire.
  5. Ogni regola si può cambiare, soprattutto se è troppo frustrante per il figlio.
  6. I genitori, più o meno direttamente, richiedono al figlio di accettare i privilegi, senza fare resistenza.
  7. Se il figlio si oppone non perde alcun privilegio tantomeno l’amore dei genitori, ma rischia soltanto di farli soffrire, con conseguenti sensi di colpa.

Il rovescio della medaglia per il figlio:

L’atteggiamento di pronto soccorso, tuttavia, esprime il messaggio sottile e inconsapevole “Lo faccio io perché da solo non ce la faresti!”. Quindi si trasmette al giovane la “certezza” di non essere in grado.

Il figlio non ha bisogno di impegnarsi più di tanto perché sa già che i genitori penseranno a risolvere i problemi per lui. Inoltre, è convinto che i risultati e i premi che ottiene non dipendano dall’impegno, ma gli spettino per diritto. Pertanto, non sviluppa il senso di responsabilità perché non viene mai chiamato a rendere conto delle sue azioni. Così, diventerà una persona incapace di accettare la frustrazione, reagendo con aggressività se i suoi desideri non vengono soddisfatti.

Se il giovane si ribella al controllo dei genitori, eviterà di rispondere alle loro domande e attuerà un comportamento in netto contrasto con il modello genitoriale, svincolandosi prematuramente dalla famiglia d’origine.

Nella maggior parte dei casi, al contrario, il figlio si arrende senza combattere, abdicando al pieno controllo della sua vita da parte dei genitori. Accentando l’iperprotezione dei genitori, crescerà senza la possibilità di esprimere i suoi talenti essendo le sue capacità atrofizzate per il mancato utilizzo. Di conseguenza, dubiterà delle sue potenzialità e riuscirà a prendersi ben poche responsabilità nella vita. Ma, al contempo, avendo chi risolve ogni situazione al posto suo, svilupperà un infondato senso di onnipotenza.

Le cose peggiori sono sempre state fatte con le migliori intenzioni.
O. Wilde

Articoli correlati:

Per approfondimenti:

Modelli di Famiglia, Nardone G., Giannotti E., Rocchi R., 2001, Ponte alle Grazie Ed. Milano.

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico