DOTT.SSA CHIARA NARDONE

Blog Psicologia e Psicoterapia

Il disturbo post-traumatico da stress dopo il Coronavirus

22 Apr 2020 | Ansia e stress

Affrontare il disturbo post-traumatico da stress dopo il Coronavirus

Disturbo post-traumatico da stress: uno dei più probabili problemi psicologici causati dall’emergenza Coronavirus.

C’è stata una vita pre-coronavirus e ce ne sarà una post-coronavirus.

Ci sarà stato un “prima” e ci sarà un “dopo”. Se il “prima” era caratterizzato da routine che davano un significato al tuo vivere, il “dopo” potrebbe portare ad un senso di insicurezza, vulnerabilità e di mancanza di controllo. In poche parole, non sarai più lo stesso!

In maniera innata, hai tutte le capacità per poter reagire a stress estremi come quelli che stai vivendo durante questa emergenza. Ma potresti far parte di quel 25% di persone che, dopo l’esposizione a situazione traumatiche, mostra i sintomi del disturbo post-traumatico da stress.

Infatti, le statistiche affermano che almeno 1 persona su 4 non riesce a sviluppare sufficienti livelli di resilienza (capacità di resistere e reagire agli “urti emotivi”). Pertanto, non riuscendo a sopportare un carico di stress troppo elevato, inizia a mettere in atto comportamenti disfunzionali.

I sintomi più frequenti che puoi presentare in questo stato di malessere sono incubi ricorrenti, insonnia, flashback delle situazioni stressanti rimaste in memoria.

In pratica, è come se rimanessi intrappolato a livello nervoso ed emotivo nel momento o nei momenti traumatici.

Questo perché la caratteristica principale della situazione traumatica è la sua imprevedibilità che non ti permette di prepararti in anticipo. Un po’ com’è stata tutta l’emergenza Covid-19. È arrivata all’improvviso e ci ha colto impreparati sia dal punto di vista individuale che tanto più sociale.

3 tipi di eventi traumatici che causano un disturbo post-traumatico da stress:

Gli eventi, per essere considerati come traumatici possono essere di 3 tipi:

  1. esperienza traumatica di cui si è stati vittima diretta
  2. esperienza traumatica occorsa ad altri di cui si è stati testimoni
  3. esperienza traumatica occorsa ad altri di cui si è venuti a conoscenza

Inoltre, queste situazioni per essere definite traumatiche devono implicare l’esperienza di morte reale o minacciata o di serio pericolo per la propria salute o dei propri cari.

Possiamo affermare, senza ombra di smentita, che l’esperienza Coronavirus ha esposto ognuno di noi ad almeno una di queste possibilità; a qualcuno più sfortunato addirittura a tutte quante.

I sintomi più frequenti del disturbo post-traumatico da stress:

Le reazioni tipiche di chi non riesce a superare livelli esagerati di dolore e di paura sono:

  • forte angoscia
  • paura di morire o di perdere la salute
  • orrore
  • senso di impotenza
  • vulnerabilità
  • mancanza di controllo
  • pensieri intrusivi
  • insonnia
  • incubi ricorrenti

Il fatto di sviluppare o meno un disturbo post-traumatico da stress sta nel come reagisci e affronti l’evento traumatico.

Ciò che fa persistere il problema non è la “causa originaria”, ma la reazione che ripeti nel tempo per cercare di risolvere il problema.

Comportamenti disfunzionali tipici sono:

  1. Tentare di controllare i pensieri e di cancellare dalla memoria ogni ricordo:
    questa reazione fallisce facendo aumentare il dolore, la rabbia, il senso di colpa e di impotenza. Il tentativo di annullare i ricordi li fa riaffiorare con maggior intensità e con maggior frequenza. Così il tuo passato continuerà ad inondare il tuo presente.
  2. Evitare le situazioni associabili al trauma:
    l’effetto di ogni evitamento è quello di attivare una catena di progressivi evitamenti. tali evitamenti imprimono nella tua memoria l’evento traumatico e confermano la pericolosità di quelle stesse situazioni che vai ad evitare. Va, così, ad aumentare il tuo senso di impotenza perché diventi sempre più insicuro delle tue risorse incentivando le reazioni di paura.
  3. Richiedere aiuto e rassicurazione e/o lamentarsi:
    la richiesta di aiuto e rassicurazione, quindi cercare di essere sempre accompagnato da qualcuno che ti possa aiutare praticamente o sostenere emotivamente, va a confermare la tua incapacità di uscire dal problema e di gestire la situazione. Invece, se ti lamenti ti metti in posizione di vittima, ti arrendi e rinunci a lottare. Pertanto, comportandoti come se tutto dovesse andare male, finirai per far avverare quello di cui più ti lamenti.
  4. Tentare di dare un senso e un significato:
    il tentativo di dare un senso e un significato alla situazione traumatica ti porta a parlarne con gli altri e purtroppo ad ottenere risposte non soddisfacenti. Anzi sarai sempre più frustrato perché le loro soluzioni difficilmente combaceranno con le tue.

Un’unica soluzione con 4 effetti positivi:

Un semplice ma efficace compito che posso consigliarti è quello di redigere giornalmente il tuo ROMANZO DELL’ESPERIENZA CORONAVIRUS.

Ovvero, ogni giorno scrivi il racconto della tua esperienza traumatica causata dal Coronavirus nella maniera più dettagliata possibile. Quindi, riporta alla mente pensieri, immagini, sensazioni, ricordi e scrivili. Tutti i giorni dovrai ripercorrere quei terribili momenti, fino a quando non sentirai di aver scritto tutto quello che ti torna in mente. Poi firma e inserisci le pagine che hai scritto dentro una busta da lettere.

I 4 effetti positivi dello scrivere il “Romanzo dell’esperienza Coronavirus”:

  1. ESTERNALIZZARE:
    scrivere il dolore lo canalizza ed è come se tu lo lasciassi “impresso sulla carta”, attraverso il segno della penna.
  2. NON AVERE ASPETTATIVE DI RISPOSTA:
    scongiura la paura e l’influenza del giudizio altrui, quindi ti permette di “buttare fuori” emozioni e sensazioni liberamente, così come le percepisci.
  3. RENDERE IL RICORDO MENO DOLOROSO:
    la narrazione quotidiana ti porta ad abituarti al ricordo. Pertanto, ti permette di distaccarti gradualmente dalle sensazioni negative. Inoltre, richiamando volontariamente questi pensieri, non li vivrai più come incontrollabili e intrusivi, ma come gestibili.
  4. RIORGANIZZARE MENTALMENTE I RICORDI:
    dopo un trauma, in maniera naturale “trattieni” i pensieri negativi e le sensazioni fisiche che hai provato. Questo perché i ricordi vengono immagazzinati nella memoria motoria piuttosto che in quella narrativa. Ovvero, si attivano le zone del cervello preposte alla visione e alle emozioni, invece di quelle adibite al linguaggio e all’espressione. Quindi, è come se i ricordi rimanessero “incastrati” a livello emotivo. Scrivere aiuta a ristabilire i collegamenti tra queste zone cerebrali e rielaborarli cognitivamente.

Tutto ciò serve a trasformare una ferita aperta in una cicatrice innocua.

Se vuoi venirne fuori devi prima passarci nel mezzo.

Per approfondimenti:

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico